CRISI

CRISI

Si sapeva già da tempo, se ne aveva la certezza dall’estate 2008, ci stiamo entrando, come si suol dire “con tutti gli stivali”. Le previsioni per tutto il 2009 sono pessime e, purtroppo, sono in molti a sostenere che nel 2010 toccheremo il fondo.

Una Premessa

E’ indispensabile considerare che il termine crisi economica ha una dimensione unicamente statistica. Se si dice che un certo settore ha perso il 30%, non vuol dire che ogni Azienda del settore ha perso il 30%.
Quella è solo una media statistica. All’interno di quella media ci sono Aziende che hanno perso l’8%, il 40%, il 50% ed Aziende che nonostante tutto sono cresciute, magari del 5% od anche del 10%. Od anche di più.

In sostanza ogni Azienda, appartiene sì ad un settore e sì, ne condivide una realtà globale nella buona e nella cattiva sorte ma, rimane comunque e sempre una realtà individuale, con una sua storia, un suo mercato acquisito, un suo mercato di riferimento, un suo potenziale e soprattutto, un suo livello di sviluppo.

Un gioco

Immaginate un mare. Un mare pieno di barche da pesca, dal peschereccio più grande con centinaia di marinai e svariati tipi di rete, alla più piccola barchetta con un solo uomo ai remi ed un’unica nassa, da un potentissimo motoscafo per la pesca alla traina ad una canoa con un eschimese ed una fiocina. Il mare è l’economia. Ogni barca è un’impresa.

Immaginate miliardi di pesci e migliaia di specie, dalle balene più grandi ai minuscoli gamberetti, dalle misteriose meduse degli abissi all’impalpabile plancton. Ogni pesce è un Cliente, ogni specie è un mercato.

Un Teatro

Scena prima: mare calmo, leggera brezza da nord. Cielo sereno e temperatura mite.

Le condizioni per navigare e pescare sono eccellenti. Il bel tempo dura da molti mesi e si prevede che continuerà. Ogni mattina escono tutti in mare, grandi e piccoli. Tutte le sere ogni barca rientra in un porto. Ogni porto è un piccolo stato ed ogni barca vi ripone la ricchezza prodotta con il pescato. Ogni sera all’arrivo del buio ci sono molte barche che accendono le luci per festeggiare ma, ce ne sono sempre un po’ che rimangono al buio. Sono quelle che hanno pescato poco.

La gente dice che quando si è pescato poco è perché non si conosce il pesce, non si sa cosa offrirgli da mangiare e non si sa come vive.
La gente dice anche che ci sono alcuni che di pesce non ne prendono perché vanno sempre dove vanno gli altri e gli offrono le stesse cose, e così il pesce si è annoiato.

E’ vero ci sono quelli che sbagliano, e forse, non sono nemmeno pochi. Ma si sa, è sempre facile criticare. Alla fin fine bisogna dire che nella maggior parte dei porti c’è un certo benessere, che la gente è contenta, che la sera c’è sempre allegria.

E poi, come dice un vecchio pescatore, con queste condizioni si pesca anche con una barca rotta!

Scena seconda:

Dopo tanti mesi di mare calmo e cielo sereno, questa mattina c’è una strana aria calda che spira sempre più forte verso il largo. In fondo all’orizzonte sono apparse delle nuvole nere. Vicino la riva l’acqua è piatta ma, in lontananza si vede il mare che inizia a spumeggiare. La maggior parte delle barche è già uscita verso le quattro del mattino.
- Ieri – dice il saggio del paese – ho |visto l’uomo che abita su nel monte che parlava con il Sindaco , quando se ne è andato, il Sindaco ha spento subito la luce e ha messo un cartello fuori dalla porta. C’è scritto che la fornitura di energia elettrica sarà ridotta allo stretto necessario.
-E che vuol dire?- dice un giovanotto rivolto al saggio.
- Nulla di buono – risponde quello con lo sguardo verso il largo.
- Ma glielo avete chiesto al Sindaco?- insiste il giovanotto.
- Glielo hanno chiesto – risponde lento il vecchio.
-E lui che ha detto?-
-Ha detto di non preoccuparsi che va tutto bene.-
-Io veramente non mi stavo preoccupando ma, visto che ha detto così, ora inizio a farlo.- ribadisce il giovanotto.

Terza scena:

Il cielo è nero, il mare è bianco e sembra che rimarrà così per molto.
Le barche tornano mezze vuote ed il poco pesce che portano non produce ricchezza.
Due giorni fa, la signora che vende la frutta al mercato, ha chiuso il suo banco dopo aver venduto quasi niente. Ieri è tornata ed ha messo tutto a metà prezzo se no gli andava a male. Un po’ di frutta l’ha venduta, ma ha detto che a quel prezzo non gli conviene più venire al mercato.
Con il mare agitato molte barche hanno mostrato i loro limiti. Tengono a malapena la rotta e rischiano di rovesciarsi ogni momento. I loro Comandanti sono andati a chiedere soldi per poterle sistemare. Soltanto alcuni li hanno ottenuti.
C’è stato anche uno scandalo. Un grande peschereccio ha ricevuto una grossa sovvenzione per un grande progetto di ammodernamento. Il comandante, una volta presi i soldi è sparito. La nave è rimasta in mezzo al porto arenata sulla sabbia. I suoi marinai sono tutti a terra, senza soldi. Fino a ieri mantenevano in vita molte attività, semplicemente spendendo soldi ogni sera al loro rientro. Ora anche le attività che li servivano stanno chiudendo.

Quarta scena:

Il saggio ha radunato un gruppo di comandanti e gli parla così:

Quello che facevate bene prima, lo dovete fare meglio.

Quello che facevate male non dovete farlo più.

Ogni peso inutile buttatelo via. Attrezzate le vostre barche con i sistemi più moderni.

Fate controllare i motori e i sistemi di avvistamento.

Premiate i marinai più bravi e lasciate a terra quelli che lavorano male.

Ci sono zone di costa che non avete mai battuto, lì c’è pesce nuovo e in abbondanza.

Ogni burrasca che attraverserete troverete un premio: poca concorrenza.

Tu dici cose belle- disse un comandante rivolto al saggio – ma sei sicuro che andrà così?

E’ andata sempre così. Ogni guerra ed ogni tempesta ha solo riscritto l’elenco dei naviganti.

Quinta scena.

Ogni giorno infuria il mare e le raffiche di vento colpiscono posti inattesi.
Molti hanno smesso di fare i pescatori e qualcuno si è trasferito in altri porti.
Ogni sera però ci sono, attraccate in porto, a festeggiare con le luci accese, delle navi e delle piccole barche. La gente dice che alcune di loro pescano più di prima.
Di qualcuna, quelle più grandi, si può leggere il nome anche in lontananza: Ikea, Google, Apple, Netsle …., di quelle più piccole non si legge il nome se non da vicino, ma se ne conoscono le storie.
Hanno percorso rotte nuove di comunicazione, hanno rivisitato criticamente le loro inefficienze, hanno approfittato di una concorrenza più assente, hanno prestato attenzione a nuovi tipi di scandaglio, hanno pianificato nuovi modi di pescare.

Hanno usato le tempeste come uno strumento per acquisire mercato.

Buon lavoro a tutti

La crisi ? Il sud ? Una risposta esemplare.

HARMONT & BLAINE: Chiude il 2008 in crescita del 20% a 40 milioni di euro.
Previsto per il 2009 l’ampliamento dello stabilimento di Caivano e una nuova
linea dotata di microchip all’interno dei capi per combattere il fenomeno della contraffazione.
Harmont & Blaine ha chiuso il 2008 con un fatturato di 40 milioni di euro contro i 34 milioni registrati nel 2007. Nonostante la crisi finanziaria che ha colpito tutti i mercati mondiali, il bassotto ha confermato le previsioni di crescita chiudendo l’esercizio 2008 con un incremento di fatturato di circa il 20%.
“Ci eravamo mossi per tempo: già dal secondo semestre 2007– ha dichiarato l’Amministratore delegato della società Domenico Menniti – avevamo intrapreso un complesso percorso di riposizionamento del marchio verso il mondo del lusso accessibile e questo ci ha ripagato”.
“Il consumatore – ha continuato Menniti – oggi effettua delle scelte precise indirizzando la spesa verso quei brand che rappresentano assieme stile e coerenza. Il consumatore vuole esser certo di investire bene i propri risparmi. Harmont & Blaine ha saputo trasmettere negli anni queste certezze e oggi può guardare al futuro con obiettiva tranquillità”.
Molto positivi anche i dati delle vendite dei primi giorni del nuovo anno. Hanno riscontrato ottimi risultati tutte le boutique monomarca che, dal 15 Gennaio, presenteranno la nuova collezione Primavera-Estate.
Dal 13 Gennaio invece, al Pitti di Firenze, verrà presentata la collezione Autunno-Inverno 2009- 2010 che riserverà molte sorprese.
“Il 2009 – ha concluso Domenico Menniti – sarà un anno importante: verrà completato l’ampliamento dello stabilimento di Caivano (NA), sarà inaugurata una nuova linea dotata di microchip all’interno dei capi al fine di combattere il fenomeno della contraffazione e saranno inaugurate le boutique in via di progettazione in Medio Oriente, Hong Kong, Cina e Russia mentre grande attenzione sarà rivolta al mercato americano”.
Harmont & Blaine è la società che produce, commercializza e distribuisce abbigliamento sportivo di classe contraddistinto dall’ormai noto marchio del bassotto.
Con 150 dipendenti diretti e oltre 600 di indotto, Harmont & Blaine ha sede a Caivano, in provincia di Napoli, dove è concentrata la produzione di tutte le linee di abbigliamento e accessori.
La griffe del Bassotto è diventata oggi un marchio fortemente riconosciuto in Italia e all’estero per un prodotto di elevata qualità caratterizzato dalla costante ricerca di colori, forme e materiali nuovi che rispondano alle richieste di un consumatore sempre più attento ed esigente.
Oggi la rete commerciale di Harmont & Blaine conta 27 (20 diretti e 7 in franchising) boutiques monomarca in Italia e 23 nel mondo (Stati Uniti, Mexico,Santo Domingo, Cina, Dubai, Kuwait, Egitto, Doha, Romania, Russia) e presenze significative in oltre 600 negozi di abbigliamento in tutto il mondo.

Articolo estratto da www.sfilate.it/moda/news.cfm?id=12470

La Crisi non ferma l’eccellenza

Carraro: stima forte incremento fatturato nel 2008-2010
Altre News 21/11/2007 – 18:46
Carraro: stima forte incremento fatturato nel 2008-2010
(Teleborsa) – Roma, 21 nov – Carraro S.p.A., leader mondiale nei sistemi per la trasmissione di potenza, ha illustrato oggi alla comunità finanziaria gli obiettivi del nuovo piano strategico 2008-2010.
Dal punto di vista finanziario il Gruppo Carraro prevede nel triennio 2008-2010 un forte incremento del fatturato, che supererà i 1.200 milioni di Euro, con un contestuale consolidamento della redditività operativa.
Nel 2010 il fatturato è previsto a quota 1.227 milioni di Euro, con un CAGR 2008-2010 del 15% rispetto agli 814 milioni di Euro attesi a fine esercizio 2007.
Si prevede che l’EBIT passi da 39 milioni di Euro attesi a fine esercizio 2007 (già in miglioramento rispetto ai 30 milioni di Euro registrati a fine 2006) a 85 milioni di Euro, con un CAGR 2008-2010 del 30%.
L’EBITDA salirà da 65 milioni di Euro – attesi a fine 2007 – (rispetto ai 51,6 milioni di Euro al 31/12/2006) a 127 milioni di Euro, con un CAGR 2008-2010 del 25%.
L’utile netto raggiungerà nel 2010 37 milioni di Euro, con un CAGR 2008-2010 del 35% rispetto ai 15 milioni di Euro attesi per l’esercizio 2007.
Nel periodo 2008-2010 il Piano prevede inoltre un totale di 170 milioni di Euro per investimenti principalmente destinati ad attività di R&D, alla realizzazione di nuovi prodotti, allo sviluppo ed al mantenimento della capacità produttiva di Gruppo.
Nel 2010 la posizione finanziaria netta è previsto si attesti a 223 milioni di Euro. Il gearing, passerà dal 122% (2007) al 102% (2010).

Articolo estratto da
portal.teleborsa.it/DettaglioNews/731_2007-11-21_TLB/Carraro-stima-forte-incremento-fatturato-nel-2008-2010.html

Un altro bell’esempio

Cantina di Castelnuovo 40% di incremento del fatturato.

L’anno si è chiuso con un incremento del 40% in più per le Cantine di Castelnuovo del Garda Un traguardo che la cantina ha raggiunto con un piano di investimenti sulle tecnologie, il marketing e le risorse umane.

Notizia estratta da
www.lagodigarda.com/blog/2008/12/27/cantina-di-castelnuovo-40-di-incremento-del-fatturato/